Il pelo del Pastore della Sila rappresenta uno dei tratti più caratteristici della razza. È diritto, molto abbondante, piuttosto grossolano e solo moderatamente aderente al corpo, con una tessitura definita semivitrea. Questa particolare struttura del mantello svolge una funzione essenziale: proteggere il cane dalle condizioni climatiche spesso severe dell’altopiano silano, dove in inverno non sono rari freddo intenso, vento, neve e pioggia.

È tollerata una lieve ondulazione del pelo, ma il mantello non deve mai risultare riccio o lanoso. Un pelo troppo morbido o lanoso sarebbe infatti meno funzionale alla vita all’aperto e meno efficace nel proteggere il cane dall’umidità e dalle intemperie.

La distribuzione del pelo varia nelle diverse parti del corpo:

  • sul muso, sul cranio e sulle orecchie il pelo è più corto;
  • è più corto anche lungo i margini anteriori degli arti;
  • sul resto del corpo la lunghezza non deve essere inferiore ai 6 cm, contribuendo a creare un mantello folto e protettivo.

Una caratteristica molto evidente è la criniera attorno al collo, generalmente più sviluppata nei maschi. Questa criniera accentua l’aspetto fiero e imponente del cane e contribuisce anche alla protezione della zona del collo durante eventuali scontri con predatori o animali ostili.

Sono inoltre presenti frange moderate sul margine posteriore degli arti, mentre la coda è ben ricoperta di pelo, conferendo all’insieme un aspetto rustico e naturale.

Durante la stagione invernale il Pastore della Sila sviluppa un sottopelo molto fitto e abbondante, che aumenta ulteriormente la sua capacità di resistere al freddo e alle condizioni ambientali difficili. Questo adattamento stagionale è tipico dei cani da lavoro che vivono stabilmente all’aperto.

I colori del mantello

Anche la colorazione del mantello del Pastore della Sila è strettamente legata alla funzione storica della razza. I colori ammessi sono infatti rustici, naturali e mimetici, perfettamente integrati nel contesto ambientale della montagna calabrese.

Secondo lo standard della razza, i colori ammessi sono prevalentemente:

Nero

Il nero puro è uno dei colori più diffusi nella razza. In questa variante il sottopelo è anch’esso nero e il mantello appare uniforme e intenso.
Sono ammesse macchie bianche limitate, generalmente localizzate sul petto, sulle dita o sulla punta della coda. Questo colore conferisce al cane un aspetto particolarmente deciso ed elegante.

Nero focato

Il nero focato è caratterizzato da un mantello nero con focature tipiche del pattern “black and tan”. Le focature possono variare da un crema molto chiaro (detto jelino) fino a un fulvo intenso.
In questa varietà il sottopelo rimane nero. Non sono generalmente ammesse macchie bianche, fatta eccezione per una piccola fiamma sulla fronte.

Zibellino

Il zibellino è una delle colorazioni più affascinanti e variabili della razza. Il mantello può presentare sfumature che vanno dal fulvo al grigio, con una tipica screziatura nera che dona profondità e complessità al colore.
In questa variante sono ammesse piccole macchie bianche su petto, dita e punta della coda.

Altre tonalità

Oltre alle colorazioni principali, possono comparire tinte unite o sfumature che rientrano sempre nella gamma dei colori rustici della razza, come:

  • fulvo
  • miele
  • crema
  • rosso

Queste tonalità devono comunque mantenere un aspetto naturale e armonico con il tipo di mantello previsto per la razza.

Difetti del mantello

Nella selezione del Pastore della Sila vengono considerati difetti alcune caratteristiche cromatiche che si discostano dalla tipicità storica della razza.

In particolare:

  • è considerato difetto il mantello pezzato;
  • è considerata non desiderabile la presenza di bianco eccessivo.

I soggetti completamente bianchi o con una presenza molto marcata di bianco sono rari nella popolazione della razza e generalmente non vengono preferiti nella riproduzione, proprio perché si discostano dal modello funzionale e tradizionale del cane da lavoro silano.

Il mimetismo del mantello

Uno degli aspetti più interessanti del Pastore della Sila è il mimetismo naturale del suo mantello. I colori della razza richiamano infatti quelli delle capre autoctone calabresi, con cui questi cani hanno condiviso per secoli l’ambiente e il lavoro quotidiano.

Non a caso lo standard della razza sottolinea che il Pastore della Sila:

“Rispecchia, sia nei colori che nell’aspetto, il mantello delle capre autoctone calabresi.”

Questa somiglianza non è puramente estetica. Si tratta di un adattamento funzionale sviluppato nel tempo attraverso la selezione naturale e la scelta dei pastori.

Durante la sorveglianza del gregge, il cane riesce infatti a confondersi visivamente con gli animali che protegge, risultando meno individuabile da eventuali predatori. Questo mimetismo offre un vantaggio strategico nella difesa del bestiame, permettendo al Pastore della Sila di intervenire con maggiore efficacia e sorpresa in caso di minaccia.

I colori rustici e naturali del mantello non sono quindi un semplice elemento estetico, ma rappresentano una vera e propria eredità funzionale della pastorizia silana, testimonianza del profondo legame tra questa razza, il territorio e le antiche pratiche di allevamento dell’altopiano calabrese.